Il programma è un’iniziativa congiunta di L’Oréal Svizzera, della Commissione svizzera per l’UNESCO e della SATW. Il suo motto è «Il mondo ha bisogno della scienza – e la scienza ha bisogno delle donne» ed è stato organizzato per la seconda volta in Svizzera dopo il successo dell’edizione inaugurale dello scorso anno. Ogni vincitrice riceve una borsa di studio di 25'000 franchi svizzeri per proseguire la propria ricerca. Le vincitrici di quest’anno svolgono attività di ricerca presso l’Università di Ginevra, il Politecnico federale di Zurigo (ETH) e l’Università di Zurigo.
Millicent Dockerill sta sviluppando terapie anticoagulanti reversibili di nuova generazione, dotate di un antidoto ad azione rapida sotto forma di una «cerniera chimica». La sua piattaforma consente ai medici di interrompere immediatamente l’effetto del farmaco in caso di emergenza. Ciò permette di ridurre notevolmente il rischio di emorragie gravi e di proteggere i gruppi di pazienti particolarmente a rischio, tra cui le donne in gravidanza.
Jana Musilová sta svolgendo un lavoro pionieristico per gettare le basi di un «gemello digitale» personalizzato del ciclo mestruale umano. Combina la biologia computazionale con dati longitudinali sugli ormoni steroidei. I suoi modelli open source colmano importanti lacune storiche nel campo della salute delle donne e contribuiscono a migliorare la diagnosi e il trattamento di patologie quali l’endometriosi e la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).
Oana Pelea sta sviluppando sistemi di ricombinasi Bridge di nuova generazione per consentire riorganizzazioni genomiche altamente precise su larga scala nelle cellule umane. Grazie all’ulteriore sviluppo dell’inserimento preciso di grandi sequenze di DNA delle dimensioni di un gene, la sua ricerca potrebbe contribuire a gettare le basi per terapie delle malattie genetiche indipendenti dalle mutazioni.
Vera Vollenweider conduce ricerche su strategie antimicrobiche innovative che privano i batteri multiresistenti del ferro, essenziale per la loro crescita. Il suo lavoro mira a verificare se una privazione prolungata di ferro possa indurre agenti patogeni clinicamente rilevanti a espellere elementi genetici mobili che trasportano geni di virulenza e di resistenza agli antibiotici.
Le vincitrici svizzere del 2026 dimostrano il contributo indispensabile delle donne al progresso scientifico.
Claire Dieudonné, coordinatrice nazionale e direttrice di mercato per i beni di consumo, L’Oréal Svizzera
In Svizzera le donne rappresentano una quota considerevole dei laureati, ma ai livelli accademici più elevati continuano a trovarsi di fronte a ostacoli strutturali.
Prof. Thomas Zeltner, presidente della Commissione svizzera per l’UNESCO
All’ETH di Zurigo e all’EPFL le donne ricoprono solo circa il 25% delle cattedre. La scienza e la tecnologia hanno però bisogno dell’intera gamma di talenti.
Benoît Dubuis, presidente della SATWDal 1998 la Fondazione L’Oréal e l’UNESCO sostengono ricercatrici di eccellenza in tutto il mondo attraverso il programma «For Women in Science». Da allora sono state sostenute oltre 4'700 scienziate, tra cui sette future vincitrici del Premio Nobel.
L’edizione svizzera, organizzata in collaborazione con la Commissione svizzera per l’UNESCO e l’Accademia svizzera delle scienze tecniche (SATW), si è tenuta per la seconda volta nel 2026. Il programma contribuisce a dare visibilità all’eccellenza scientifica e a promuovere in modo sostenibile le pari opportunità nella ricerca e nella tecnologia.
Maggiori informazioni sul programma: «For Women in Science» presso la SATW